VESTIBILITA'
Il primo in cui i pannolini lavabili ricevono una votazione negativa è la vestibilità: sappiamo che i pannolini lavabili sono decisamente più ingombranti rispetto agli usa e getta. Tuttavia questa caratteristica dovrebbe premiare anziché penalizzare il pannolino lavabile, che è più rispettoso della posizione fisiologica del bambino (a gambe divaricate).
MORBIDEZZA
Anche con il secondo criterio, morbidezza della superficie, i due marchi considerati di pannolini lavabili ottengono una valutazione mediamente più negativa rispetto a molti usa e getta. Non sapendo come è stata misurata da Altroconsumo la morbidezza, commentiamo questa valutazione ricordando che coi pannolini lavabili è sempre possibile scegliere il tipo di tessuto, e addirittura aggiungere inserti di tessuti pregiati come la seta buretta, per avere materiale di qualità a contatto con la pelle.
FACILITA' D'USO
La facilità d'uso dei pannolini lavabili è sicuramente inferiore rispetto a quella degli usa e getta, tuttavia, ricordiamo che esistono pannolini lavabili con finiture tali da risultare in tutto e per tutto identici agli usa e getta nella fase del cambio. Alcuni genitori hanno tenuto un diario quotidiano per misurare il tempo di cambio coi pannolini lavabili, calcolando un tempo maggiorato solo di 3 minuti al giorno.
POTERE TRASPIRANTE
Il potere traspirante dei due pannolini lavabili presi in esame è risultato inferiore a quello della maggior parte dei pannolini usa e getta. Questo è di fatto il dato più clamoroso che emerge da questo articolo, e che contraddice quanto sempre affermato sui pannolini lavabili, ovvero che siano più traspiranti rispetto agli usa e getta. Probabilmente questa affermazione era valida anni fa, quando i pannolini monouso erano meno evoluti di ora e i pannolini lavabili erano per lo più composti da strato in cotone e mutandina di lana, che garantivano ottimo potere traspirante. Nel tempo, però alcuni prodotti sono cambiati e la situazione potrebbe essere diversa. Molti marchi di pannolini usa e getta hanno infatti brevettato materiali porosi e migliorato le loro prestazioni in quanto a traspirazione, mentre la gamma di pannolini lavabili si è arricchita di modelli il cui strato impermeabile è costituito da PUL, il cui potere traspirante è verosimilmente inferiore alla lana. In futuro, nuovi sviluppi della tecnologia tessile (ad esempio, i nano materiali) potrebbero portare innovazioni anche nel campo dei pannolini.
Ma come si misura la traspirabilità?
In questo articolo si illustrano diversi metodi per la determinazione della traspirabilità: i risultati cambiano in maniera significativa a seconda del metodo utilizzato e delle condizioni ambientali. Poiché non conosciamo i dettagli del test svolto da Altroconsumo, e non possediamo al momento altri dati quantitativi, non ci è possibile comparare il potere traspirante dei vari tipi di pannolino. Siamo disponibili a dare voce tramite il nostro sito ad ulteriori informazioni ed esperienze che aiutino a fare chiarezza su questo punto.
Ricordiamo comunque una importante differenza tra pannolini usa e getta e lavabili: con gli usa e getta il potere traspirante è costante e non modificabile. I pannolini lavabili, invece, offrono diversi livelli di potere traspirante, a seconda del materiale che compone la loro parte assorbente (cotone, bamboo, canapa, microfibra,...), dello spessore degli strati e del tipo di copertura impermeabile (lana, pile, PUL, la cui qualità varia con il tipo di laminatura). Con i lavabili, quindi, è il genitore che può scegliere il livello di traspirabilità e, in caso di esigenze particolari (es: stagione estiva straordinariamente torrida, infezione da Candida) optare per soluzioni a massima traspirazione, quali l'uso di teli in garza di cotone (muslin), o di pannolini fitted indossati senza copertura impermeabile.
PROTEZIONE DALL'UMIDITA'
La protezione della pelle dall'umidità, inclusa dai giornalisti di Altroconsumo come criterio per la valutazione di qualità del prodotto, non è in assoluto un criterio positivo. Se è vero che la pelle di alcuni bambini si irrita se tenuta umida per tempo prolungato, è anche vero che per altri bambini la forte disidratazione conferita dai materiali chimici superassorbenti contenuti negli usa e getta è causa di irritazioni nella zona del pannolino. Inoltre, l'artificiale sensazione di asciutto non aiuta il bambino nella percezione delle sue funzioni fisiologiche e può influire sul ritardo dell’acquisizione del controllo degli sfinteri.
Secondo NonSoloCiripà, oltre ai criteri analizzati da Altroconsumo, sarebbe giusto considerarne altri:
I COMPONENTI DEL PANNOLINO
Come criterio per la valutazione di qualità dei vari pannolini non è stata considerata da Altroconsumo la reazione della pelle del bambino. Vero è che questa caratteristica è sicuramente di difficile quantificazione, ed è stata quindi scomposta nei criteri di morbidezza, potere traspirante, potere assorbente e protezione dall'umidità. Tuttavia, trascurare di menzionare i casi di dermatite da contatto causati dagli stessi materiali chimici che conferiscono ai pannolini usa e getta potere assorbente e protezione dall'umido significa lasciare all'oscuro i genitori di un significativo effetto collaterale dell'uso di pannolini usa e getta. La cosa più sorprendente è che i produttori di pannolini usa e getta non sono tenuti a specificare in etichetta la composizione del loro prodotto e a rendere trasparenti i requisiti ecotossicologici dei materiali utilizzati. I pannolini sono infatti esclusi dalla Direttiva Europea 96/74/CE inerente l'etichettatura di prodotti tessili. Per fare una scelta veramente informata, il consumatore dovrebbe invece poter conoscere quali materiali sono a contatto della pelle del suo bimbo, soprattutto se sintetici.
DOVE LI BUTTO?
Neppure il valore aggiunto dei pannolini lavabili per il grosso contributo che essi danno alla riduzione dei rifiuti è stato considerato tra i criteri di valutazione (sebbene nell'articolo il problema dei rifiuti venga menzionato). Ricordiamo che si tratta di rifiuti che devono essere esclusi dalla raccolta differenziata (sebbene alcuni genitori sbaglino e li gettino nell'organico), e obbligano i comuni a potenziare la raccolta dell'indifferenziato, andando così a gravare sui costi dell'intera comunità, anche dal punto di vista igienico/sanitario.
Poiché i pannolini costituiscono un rifiuto decisamente ingombrante, l'autore dell'articolo consiglia di "cambiare il pannolino solo quando è necessario", quindi mantenere il pannolino sporco anche per parecchie ore. Ma questo comportamento potrebbe causare dermatiti da pannolino, ed è pertanto decisamente sconsigliato dai pediatri.
IMPATTO AMBIENTALE
L'articolo chiude infine con un paragrafo che riporta alcune considerazioni sugli impatti ambientali dei pannolini, sottolineando anche nel titolo come anche i pannolini lavabili non siano privi di impatto. Poiché la questione è importante e merita di essere approfondita, vi ricordiamo un nostro articolo in cui si vuole fare chiarezza sull'argomento.
Con questo nostro articolo speriamo di aver rassicurato i lettori di Altroconsumo che stanno usando o intendono usare pannolini lavabili. Usare pannolini lavabili non sarà forse la scelta più facile e "di comodo", come giustamente arriva a concludere Altroconsumo. Ma non è solo una scelta vantaggiosa dal punto di vista economico, come Altroconsumo pare suggerire.
E' anche e soprattutto una scelta di responsabilità e rispetto nei confronti dei bambini e dell'ambiente, ed i recenti pareri dei pediatri e studi scientifici ce lo dimostrano.
Uno spunto interessante che ci lascia, comunque, questo articolo è che, per sapersi orientare nella scelta sempre più vasta di pannolini, monouso e lavabili, sarebbe utile che i produttori specificassero in etichetta la composizione, le caratteristiche ecotossicologiche del prodotto e le sue prestazioni di traspirabilità.




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