| Bellano, un tesoro nei rifiuti | | Stampa | |
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Sabato, 19 Novembre 2011 Scritto da Cristina Rovelli
Il cineteatro di Bellano con i posti quasi tutti esauriti e il pubblico incollato fino ad oltre mezzanotte!!! Insomma un vero e proprio successo l'incontro che si è svolto la sera di venerdì 18 novembre 2011.
Il rifiuto come risorsa in un periodo di esaurimento delle risorse planetarie Ospite d'onore Alessio Ciacci, assessore all'ambiente di Capannori (LU), primo comune italiano ad aver aderito all'opzione “rifiuti zero” entro il 2020 e il più grande
Il filmato ambientato negli Stati Uniti, è perfettamente adattabile anche in Europa e quindi nel nostro paese: l'uomo moderno, che vuole stare al passo con i tempi, viene presentato come un essere sempre più condizionato dai mass-media, sempre più preoccupato di non essere considerato anticonformista, sempre più in corsa per “usare” le cose più all'avanguardia, senza neppure accorgersi dell'assurdità che emerge dal suo stile di vita. Viene descritto come un prigioniero dei tempi moderni, succube della pubblicità e schiavo della moda. Insomma un quadro terrificante da cui uscirne il più presto possibile. Giusto per dare dei dati, nel filmato è emerso che sono rimaste meno del 4% delle foreste originali e più del 40% dei corsi d'acqua non è più potabile. Per soddisfare la domanda della società moderna, in Amazzonia vengono abbattuti 2000 alberi ogni minuto!!! con conseguenze inimmaginabili per tutto l'ecosistema: la fauna, la flora, il suolo.... tutto ne rimane sconvolto, uomo compreso. E tutto ciò è irreversibile, è un viaggio senza ritorno!! Emerge anche un fatto drammatico: tra gli tutti gli alimenti, quello che ne risulta più inquinato è il latte materno. Ogni anno vengono prodotti 2 milioni di sostanze tossiche all'anno. La distribuzione dei prodotti viene realizzata a costi molto bassi e ciò è reso possibile grazie allo sfruttamento del lavoro minorile, del lavoro degli immigrati, costretti a lavorare e a vivere in condizioni pessime. Oggi si consuma il doppio rispetto a 50 anni fa, la tecnologia porta a eliminare cose in breve tempo, seguendo la politica dell'usa e getta, con una moda che varia in continuazione e con un bombardamento continuo realizzato dalla pubblicità. Si è calcolato che ogni persona produce circa 2 kg di rifiuti al giorno. Uno scempio e un'offesa all'ambiente e verso i paesi poveri. Per non parlare poi di certi imballaggi, composti in modo misto di plastica, cartone e metallo, impossibili da suddividere nelle varie materie prime. Una scelta a non riutilizzare, a consumare una sola volta.
Dopo il filmato ha preso la parola l'assessore Alberto Carissimi che ha evidenziato come sia importante chiedersi, finchè siamo ancora in tempo, “Cosa lasceremo ai nostri figli?”. Durante il dibattito, infatti, è emerso come sia importantissimo, cominciare già dalla scuola dell'infanzia, ad educare verso uno stile di vita più naturale, più consono ai veri bisogni, più rispettoso della vita degli altri esseri viventi, compresa quella dell'uomo. Ormai è iniziato un pericoloso conto alla rovescia e se l'uomo, nella sua potenza e intelligenza, è riuscito in soli pochi anni, a creare un danno estremamente più grande, di quanto non siano riusciti a farlo tutti gli altri esseri viventi, da sempre considerati meno intelligenti, che sono presenti sulla terra da molti e molti più anni, ci sarà un motivo...... ciò che è certo è che sarebbe ora che l'uomo cominciasse a chiedersi cosa stia facendo. L'esperienza dell'assessore Alessio Ciacci, raccontata in modo spontaneo e coinvolgente, ha sollevato molti quesiti e la voglia di imitarlo. Tra le varie strategie portate avanti nel comune di Capannori (LU), quella di non costruire più in cemento armato ma soltanto utilizzando il legno, anche per case di tre o quattro piani; la raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti come primo strumento; meno consumismo con conseguenti riduzione di costi per le discariche; la riduzione dei rifiuti prevedendo spese alte per gli imballaggi, allo scopo di incoraggiare a riutilizzarli; la realizzazione della cosiddetta via dell'acqua, analoga alla via del vino, per scoraggiare ad utilizzare l'acqua minerale acquistata a costi esorbitanti, se si considera che si tratta di un bene pubblico, installando nei luoghi sorgivi, serbatoi di acqua naturale resa potabile, iniziativa che favorisce, tra l'altro, anche la socialità, un valore perduto in questa nostra società. Stessa idea per la via del latte, incrementando gli allevamenti, spesso costretti a chiudere per non riuscire a stare al passo con le leggi spietate del mercato, evitando di conseguenza gli imballaggi e l'utilizzo del latte a lunga conservazione, la cui origine è spesso sconosciuta. Inoltre sono state messe in atto iniziative con la collaborazione dei commercianti, per invogliare e favorire la vendita alla spina, evitando gli imballaggi, riuscendo così ad istituire una rete di 15 negozi, dalla quale hanno guadagnato tutti: produttori, negozianti e consumatori. In 4 o 5 anni si è ridotto il 20% dei rifiuti. Vi è ancora da smaltire il 15% e perciò è stato istituito un centro di ricerche, in cui ci si riunisce una volta al mese, al centro di stoccaggio, per analizzare e capire come eliminare questa fase di spreco della materia. E' stata inviata anche una lettera aperta alla Lavazza, principale produttrice di capsule di caffè “usa e getta”, a cui la stampa ha dato parecchio spazio e che ha suscitato un impegno da parte della Lavazza, per lo meno ad affrontare il problema. Accordi con le farmacie comunali hanno permesso di mettere sul mercato dei chewing gum biodegradabili. Alessio Ciacci ha presentato anche due libri : “Calendario della fine del mondo” a cura di Anna Pacilli, Anna Pizzo e Pierluigi Sullo, edizioni Intra Moenia (19.90 euro) e “L'anticasta – l'Italia che funziona” di Marco Boschini e Michele Dotti, edizioni Missioneria italiana (15 euro). A seguire l'intervento del Ciacci, una serie di domande, tra cui quella inerente come affrontare l'incognita dei costi da sostenere, imbarcandosi in un progetto così ambizioso, come quello di arrivare a produrre “zero rifiuti”. La risposta è stata quella di seguire la strategia del “passo dopo passo”, sperimentando ed estendendo l'esperienza a tutto il territorio, organizzando tanti incontri di sensibilizzazione e di conoscenza nei più svariati ambienti, coinvolgendo le varie realtà esistenti sul territorio. Ad esempio sono circa 300 le famiglie che hanno aderito ad utilizzare pannolini lavabili, grazie a degli incentivi realizzati con l'accordo delle farmacie comunali. Degno di citazione e un eccellente esempio di ottima gestione del territorio, il comune di Cassinetta di Lugagnago, in provincia di Milano, che ha scelto di realizzare un piano regolatore a crescita zero, mantenendo e ristrutturando ciò che esiste già, senza costruire il nuovo, conservando così il verde pubblico. L'intervento di Fracesco Orrù ha messo in evidenza come l'esempio di Alessio Ciacci, non sia un caso da considerare come qualcosa di alieno, ma bensì un esempio di buona amministrazione nel quale un lavoro di reciproca collaborazione tra amministrazione e cittadini, ha dato risultati eccellenti!! Tantissimi gli argomenti affrontati, come quello dell'olio esausto, delle discariche, dell'educazione didattica nelle scuole. Una lunga serata ma ben riuscita, che ci si augura possa essere l'inizio di una serie di incontri su cui lavorare. L'evento era inserito in una serie di interventi pubblici, che è stato organizzato per la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SEER 2011). E' stato sostenuto da Legambiente e NonSoloCiripà, nonchè da un comitato di cittadini (Comitato Prealpino Cittadinanza Attiva), senza scopo di lucro e autonomo da partiti o associazioni.
Fonte: Lecco Provincia |



Promotori di questo singolare incontro e che hanno coordinato la serata, sono Alice Bianchi, Alberto Carissimi, Francesco Orrù. Ad aprire l'evento Alice Bianchi che ha sottolineato come si sia vicini al tragico esaurimento delle risorse naturali, e di come l'ambiente stia rispondendo sempre più negativamente a questo eccessivo sfruttamento da parte dell'uomo della società moderna. Una corsa verso il tempo ormai andata troppo in là, per frenare questo drammatico conto alla rovescia che ci sta portando verso la perdita irreversibile di risorse naturali, indispensabili per la nostra vita e per il nostro benessere. A seguire un suggestivo filmato introduttivo, dal titolo “La storia delle cose” a cura di Annie Lonard, che ha dipinto in modo più che esauriente, l'evolversi dei vari oggetti che usiamo nella vita di tutti i giorni, a partire dall'estrazione della materia prima fino ad arrivare alla produzione, alla distribuzione e infine al suo smaltimento, quando sono ancora pieni di energia e di materiale utilizzabile.

